Regione Piemonte

Presentato il Protocollo sulle chiese romaniche

Pubblicato il 13 dicembre 2018 • Comunicati stampa

E’ stato recentemente presentato a Torino il Protocollo di Intesa “Il Romanico in Monferrato: un patrimonio da valorizzare” a cui la Provincia di Asti ha aderito con la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, la Provincia di Alesandria, la Soprintendenza di Asti e Alessandria, il Polo Museale torinese, la Consulta regionale per i beni ecclesiastici, le ATL di Torino, Asti e Alessandria e quarantasei Comuni dell’astigiano.

Per la Provincia di Asti hanno partecipato il Vice Presidente dott. Paolo Lanfranco e il funzionario Geom. Tiziana Maggiora, dell’Ufficio Enti Locali.

Il protocollo è volto alla conservazione, valorizzazione e fruizione delle Chiese romaniche del Monferrato, beni di grande rilievo e testimonianza delle campagne astigiane.

“Diffondere la consapevolezza del loro valore – dichiara il Vicepresidente Lanfranco – potrà avere, per il territorio regionale e in particolare per i nostri territori comunali, ricadute positive in termini di attrazione turistica, culturale e opportunità di sviluppo”.

Le chiese e le pievi romaniche astigiane sono aspetti d’arte, incomparabili beni culturali, apprezzati in tutto il loro valore e significato. L’art. 9 della Costituzione sancisce “Lo Stato tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione” che si esplica attraverso la tutela e la fruizione.

“La Provincia di Asti – commenta il Presidente Marco Gabusi – si era già impegnata nella valorizzazione delle chiese romaniche presenti sul territorio astigiano con l’iniziativa editoriale voluta dall’ex Presidente della Provincia Guglielmo Tovo e la successiva ristampa ad opera dell’ex Presidente Roberto Marmo dando vita al volume “Le Chiese romaniche delle campagne astigiane”, repertorio per la loro conoscenza, conservazione e tutela. Oggi piu che mai, l’esigenza è quella di dare il giusto rilievo culturale e turistico per permetterne la conoscenza a tutti coloro che intendono approfondire la storia artistica astigiana e il suo patrimonio”.

Comunicato stampa n. 65 del 13 dicembre 2018