Riordino delle comunità montane: aperto un confronto istituzionale sui nuovi criteri
Pubblicato il 2 febbraio 2026 • Comunicati stampa
Il Consiglio provinciale di Asti ha approvato un ordine del giorno in cui esprime preoccupazione per gli effetti del riordino dei criteri di classificazione dei comuni montani, previsto dalla legge 12 settembre 2025, n. 131.
Secondo le simulazioni basate sui nuovi parametri altimetrici e morfologici, l’unione montana Langa Astigiana – Valle Bormida, unica realtà montana riconosciuta in provincia di Asti, passerebbe da 11 a 3 comuni classificati come montani: resterebbero presenti Roccaverano, Olmo Gentile e Serole. Una riduzione drastica che rischierebbe di compromettere l’accesso a contributi, agevolazioni e deroghe indispensabili per garantire servizi essenziali, sostenere l’agricoltura, contrastare lo spopolamento e valorizzare le aree interne.
L’area montana astigiana presenta criticità strutturali evidenti: distanza dal capoluogo, carenza di servizi, difficoltà di collegamento e fragilità economica. “L’applicazione rigida dei nuovi criteri penalizzerebbe territori che, da sempre, sono riconosciuti come montani” – sottolinea il consigliere delegato alla montagna e aree interne, Luigi Gallareto. Le ipotesi di modifica attualmente proposte risultano poco soddisfacenti, perché escluderebbero buona parte degli attuali comuni e la zona della Valle Bormida, “un territorio omogeneo – aggiunge il consigliere -particolare e isolato, unica area realmente montana dellaterra astigiana”.
Per il consiglio provinciale è fondamentale che tutti i comuni oggi appartenenti all’unione, e quelli riconosciuti come montani, mantengano tale classificazione, non per una mera questione di principio, “maper garantire la continuità delle specifiche prerogative previste per i comuni montani, a partire dall’organizzazione scolastica, fino al sostegno delle attività agricole locali per quanto concerne l’assunzione di lavoratori agricoli a tempo determinato per integrare le attività agresti” – conclude Gallareto.
La Provincia di Asti – sottolinea il presidente Maurizio Rasero - si impegna a promuovere un confronto nelle sedi istituzionali competenti, a partire dalla Regione Piemonte, dal Governo e dalla conferenza Stato–Regioni, coinvolgendo ANCI e UNCEM, affinché vengano rivisti i parametri di classificazione e superate le attuali criticità.
Aggiunge il presidente: “con la delibera approvata, la Provinciaribadisce il proprio ruolo di ente di area vasta, impegnato a vigilare sulla corretta gestione del processo di riordino e a tutelare le comunità locali, affinché nessun territorio venga escluso dalle politiche di sostegno destinate alle zone montane”.
Comunicato stampa n. 16/26