Mafie: insediato l'Osservatorio della legalità della Provincia di Asti

Lunedì 23 maggio 2022, nel Salone del Consiglio della Provincia di Asti, si è tenuta la seduta d'insediamento dell'Osservatorio per la promozione della cultura della legalità e della prevenzione della criminalità organizzata e di stampo mafioso.

Un momento significativo per la comunità astigiana promosso dall'ente provinciale, che segna l'inizio di un percorso nel giorno in cui l'Italia si è fermata per ricordare le vittime dell'attentato mafioso di Capaci, il 23 maggio 1992, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


Un osservatorio voluto dalla Provincia di Asti

L'Osservatorio, istituito dal Consiglio Provinciale di Asti, svolge attività di natura formativa e informativa per la promozione della cultura della legalità nel territorio oltre a formulare proposte per rafforzare la prevenzione e conoscenza dei fenomeni criminali e mafiosi.

L'organismo avrà quindi il compito di fornire un supporto di natura culturale e sociale all'insostituibile attività investigativa e repressiva delle Forze dell'Ordine e Magistratura nonché all’attività amministrativa della Prefettura di Asti che, pur non facendo parte dell'Osservatorio, saranno puntualmente aggiornate sulle iniziative intraprese.

L'Osservatorio ha un suo organo di indirizzo e appoggio, il Comitato Scientifico, chiamato a supportare e coadiuvare, con funzioni consultive, conoscitive e propositive.


Serve una svolta culturale per affrontare il problema delle mafie

Nelle parole del presidente della Provincia di Asti - che presiede l'Osservatorio - e in quelle di tutti gli intervenuti davanti a una platea gremita di sindaci e vari rappresentanti delle associazioni del territorio, sono emersi i punti chiave che fungeranno da ispirazione per i progetti in fase di definizione.

Chiara è la necessità di lavorare sull'aspetto culturale del problema, ossia, valorizzando il rispetto della legalità e la conoscenza.

"Il senso civico dovrebbe essere diffuso così non ci sarebbe la necessità di un Osservatorio. Dobbiamo far emergere e prevenire i fenomeni mafiosi, superando le ritrosie a presentare denuncia" ha puntualizzato il presidente Lanfranco.

Traguardi da raggiungere facendo squadra e "orientando la conoscenza", come affermato da Claudio Bruno (Confcommercio Asti) e poi ripreso da Alfonso Terribile (già Prefetto di Asti).

Serve quindi spiegare, innanzitutto, con incontri di educazione civica rivolti a cittadini, scuole e imprenditori cosa sono le associazioni mafiose come la ‘ndrangheta, già operante nel territorio astigiano come dimostrato dai procedimenti giudiziari recentemente conclusi con numerose condanne per associazione di stampo mafioso.

"Non ci vogliamo sostituire alle forze dell'ordine - ha tenuto a precisare il generale Antonio Borgia, membro del Comitato Scientifico - vogliamo essere di aiuto", un concetto condiviso e ripreso anche da Andrea Amalberto (Unione Industriali di Asti) e Luciano Tarditi (già Sostituto Procuratore di Asti).

Un plauso speciale all'iniziativa e la disponibilità a un supporto sono giunti dall'associazione Libera Asti, presente in sala con un suo rappresentante.

"La seduta d'insediamento non è punto di arrivo. Dobbiamo fare piccoli passi ma costanti, come se fossimo in montagna, individuare il perimetro entro cui operare per migliorare la nostra efficacia, indicare le priorità e dare concretezza alle nostre azioni", ha chiosato il Presidente provinciale.


I membri del Comitato Scientifico

Il Comitato Scientifico dell'Osservatorio è costituito da esperti nel campo della legalità e della prevenzione della criminalità organizzata e mafiosa:

  • gen. Borgia Antonio, ufficiale in pensione della Guardia di Finanza, già Comandante Provinciale del Corpo di Asti;
  • dott. Perduca Alberto, magistrato in pensione, già Procuratore Capo della Repubblica di Asti;
  • prof. Ruggiero Gianluca, docente associato di Diritto Penale presso l’Università del Piemonte Orientale;
  • prof. Sciarrone Rocco, docente ordinario di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso l’Università di Torino;
  • dott.Tarditi Luciano, magistrato in pensione, già Sostituto Procuratore di Asti;
  • dott. Terribile Alfonso, già Prefetto di Asti

Allegati


Nota bene: l'avviso e il modello di adesione, allegati al presente comunicato, sono da ritenersi validi esclusivamente per le associazioni di volontariato. Gli altri soggetti (Comuni, Associazioni di categoria), in quanto più facilmente identificabili e raggiungibili, sono stati invitati ad aderire direttamente dagli uffici.